Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un ricordo del Dott. Bruno Accorinti curato dal figlio Franco nostro iscritto
Data:
14 Aprile 2010
Bruno Accorinti (Napoli 18 luglio 1901/ Latina 20 novembre 1975); consegue la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università agli Studi di Roma il 31 luglio 1924.
Dopo un periodo di praticantato multidisciplinare medico-chirurgico,comprendente le maggiori patologie chirurgiche (ostetricia, ginecologia, ortopedia, traumatologia, igiene e tecnica ospedaliera ed altre minori), della durata di circa due anni, diviene Assistente del Chiarissimo Prof. Achille De Fabi Primario e Docente al Policlinico Umberto I° di Roma.a qui, inizia il Suo Perfezionamento nella Chirurgia Generale e nelle branche chirurgiche affini, che proseguirà con il Prof. Bastianelli ed altri Docenti, collaborando con tutti, come era in uso in quella epoca eroica della Chirurgia, passando dai Padiglioni Universitari del Policlinico, agli Ospedali della città e della provincia.
Nell’autunno del 1934, mentre operava nella Divisione Chirurgica dell’Ospedale San Giovanni di Roma, gli venne proposto dalla Commissione Ospedaliera degli Ospedali Riuniti di Roma, di recarsi a Fondi in provincia di Littoria, cittadina di circa ventimila abitanti, dediti in gran parte all’agricoltura ed al commercio, allo scopo di avviare l’attività del locale Ospedale Civico, denominato “ San Giovanni di Dio “; da poco trasformato da Infermeria in Ospedale, alloggiato nei locali dell’antico Convento di San Domenico, nel centro storico della Città, era gestito dalle Suore di Carità, con la collaborazione di qualche Medico locale, coadiuvati da scarso Personale Ausiliario.
L’incarico avrebbe dovuto esaurirsi nel corso di circa sei mesi, dopodichè il Dott. Bruno Accorinti,avrebbe dovuto riprendere il Suo posto presso gli Ospedali Riuniti di Roma, e proseguire nello sviluppo della carriera di Chirurgo Ospedaliero in quella Città.
L’incontro tra il Dottor Accorinti ed i Cittadini di Fondi, fu oltremodo positivo, per alcuni motivi: innanzitutto perché, dopo la rinuncia di altri Chirurghi invitati ad occuparsi del loro Ospedale, e le conseguenti delusioni, i Fondani seppero apprezzare molto questo giovane Chirurgo che, pur avendo davanti a se una carriera avviata negli Ospedali Riuniti di Roma, non appena conosciuto la Città con i suoi abitanti e l’Ospedale con il suo Personale, aveva accettato con orgoglio l’incarico propostogli, malgrado le presumibili difficoltà alle quali sarebbe andata incontro la Sua famiglia, allora rappresenta dalla moglie Nora e dal figlio Franco, di appena due anni; difficoltà peraltro superate, e questo fu un altro motivo di accettazione, grazie all’impatto oltremodo positivo, che tutta la famiglia Accorinti ebbe con i Cittadini e le Autorità Politiche e Religiose.
Negli anni successivi, l’Ospedale di Fondi divenne sempre più, il punto di riferimento della popolazione, non solo di Fondi, ma anche di tutti i Paesi del circondario, grazie all’opera del Dottor Accorinti, coadiuvato dai Medici locali, da un numero maggiore di Infermieri ed Ausiliari, nonché dalle Suore; sempre più spesso poi, collaborava l’Ostetrica Condotta, perché sempre più spesso, le donne partorivano con maggiore tranquillità, in Ospedale, dove oltre all’assistenza dell’Ostetrica, potevano usufruire della competenza in materia, del Dottor Accorinti (e sono ancora oggi,molte le persone che raccontano di drammatici parti distocici, con salvataggio della madre e del nascituro: senza dimenticare, che in quegli anni, non esistevano mezzi e tecnologie che potessero superare la competenza dell’Operatore).
Nel frattempo, la famiglia Accorinti, ormai perfettamente integrata nell’ambiente, che dimostrava sempre più affetto ed amicizia, si ampliava con la nascita a Fondi della figlia Luciana e del figlio Giorgio. Agli inizi del 1943, essendo l’Italia in guerra, anche il Dottor Accorinti venne richiamato alle armi e, con il grado di Capitano Medico, venne inviato in Dalmazia, a dirigere un Ospedale da Campo, colà installato. Naturalmente questo fatto lasciò l’Ospedale di Fondi senza il suo Direttore e Primario per cui le Autorità Cittadine intervennero con decisione ed energia presso il Prefetto ed i Ministeri competenti, riuscendo ad ottenere il rientro a Fondi del Loro Primario, in soli quattro mesi. (ed in tempo di guerra, fu quasi un miracolo).
Si arrivò così all’estate del 1943; e come risulta dal Registro Operatorio personale del Dottor Accorinti, erano stati effettuati quasi 1500 interventi chirurgici, senza contare tutti i parti normali e distocici verificatisi negli stessi anni (si diceva, scherzando ma non troppo, che erano nati più cittadini di Lenola, Sperlonga e Monte San Biagio, nell’Ospedale di Fondi che nei propri Paesi).
I drammatici avvenimenti bellici iniziati con l’otto settembre 1943, e protrattisi fino alla primavera inoltrata del 1944, meritano una trattazione a parte, perché la storia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, senza il coraggio e la determinazione di Bruno Accorinti, poteva finire nell’autunno del 1943.
Infatti, con la proclamazione dell’armistizio, le truppe tedesche da alleate divennero occupanti, con tutte le conseguenze negative che ne derivarono. In particolare, a Fondi era presente una robusta guarnigione di artiglieria contraerea, con cannoni e mitragliere pesanti posizionate su carri ferroviari,che venivano rifugiati nelle gallerie presenti sulla linea ferroviaria Roma-Napoli, a nord ed a sud di Fondi. Questa guarnigione rappresentava l’estrema propaggine verso il mar Tirreno, della famosa Linea Gustav che attraversava il centro-sud dell’Italia ed il cui nucleo centrale, era stato posto a difesa dell’Abbazia di Montecassino, punto strategico determinante, per ostacolare la risalita dell’Italia dal sud, delle truppe alleate.
Ed il primo atto ostile verso la Città , da parte del Comandante di questa guarnigione, fu il tentativo di occupare militarmente l’Ospedale, ritenuto la struttura più idonea di tutta la zona, ad ospitare il Comando della Piana di Fondi; ovviamente evacuando con la forza tutti i malati, gravi e non, presenti in quel momento in Ospedale, oltre alle Suore ed a tutto il Personale Medico e Paramedico.
Ma a questo disegno,oltraggioso e disumano del Comando tedesco,si oppose con determinazione assoluta, ed a rischio concreto della propria vita, il Dottor Accorinti il quale, vestito con il Camice bianco e con un bracciale con la Croce Rossa, si installò sul portone d’ingresso ed appellandosi alle Convenzioni in vigore in tempo di guerra, a salvaguardia dei Cittadini inermi, dopo una sofferta trattativa durata quasi due giorni, ottenne anche con la collaborazione delle Autorità locali, che il Comando tedesco fosse alloggiato altrove.
I mesi che seguirono furono comunque drammatici; proprio a causa della presenza a Fondi e nella Piana di questa forza contraerea (bisogna ricordare che la Piana di Fondi con il suo Lago, erano un punto di riferimento essenziale sulla rotta dei bombardieri alleati e dei caccia di scorta, che provenienti dalle basi del nord Europa, erano diretti sull’Abbazia di Montecassino); ben oltre sessanta furono le incursioni aeree alleate sulla Città e sulla linea ferroviaria, culminate il giorno della Befana 1944, con la sconvolgente esplosione del deposito munizioni tedesco, nei pressi della Stazione di Fondi, che completò la devastazione dell’abitato, già fortemente provato da tutte le precedenti incursioni e bombardamenti.
In tutti questi mesi, instancabile fu l’opera di tutto il Personale Civile e Religioso dell’Ospedale, guidato dal Dottor Accorinti, perchè centinaia furono le vittime di questi bombardamenti, che ricorsero alle cure che solo in quel Presidio Sanitario potevano essere prestate, nel modo migliore possibile. E’ necessario ricordare che in quell’epoca non esistevano gli antibiotici, e che molto materiale per le medicazioni dei feriti, venne fornito dalla popolazione, che facendo a strisce la biancheria presente nelle case, come consuetudine utilizzata per i corredi delle ragazze che dovevano sposarsi, sopperirono in modo determinante alla carenza di materiale ospedaliero.
E’ doveroso ricordare in queste note, il contributo dato dalla popolazione di Fondi, che si strinse intorno al Dottor Accorinti ed ai suoi Collaboratori, per avere con coraggio e tenacia salvato l’Ospedale della Città, dall’occupazione tedesca e dalla sua certa distruzione, quale obiettivo di punta delle incursioni aeree alleate.
Si arriva così agli anni del dopoguerra, caratterizzati e segnati da epidemie gravi, come la malaria ed il tifo, che colpirono tutta la popolazione, già provata dai lunghi mesi della guerra, che sembrava finita per i Fondani nella tarda primavera del 1944, e che si aggiungevano alle gravi difficoltà con le quali dovevano fare i conti tutti i cittadini di Fondi e dei Comuni del Mandamento, per reperire viveri di prima necessità.
E nel frattempo in Ospedale, Medici (sempre quelli) e Paramedici (sempre quelli anche loro) continuavano, come meglio potevano, a curare tutti coloro che ne facevano richiesta.
Come Dio volle, con il passare dei mesi, con molti sacrifici, grandissima tenacia e determinazione, i Cittadini di Fondi, tutti insieme, avviarono la fase della ricostruzione, sia e soprattutto morale, che materiale.
Nel 1946 si svolsero le prime Elezioni Amministrative del dopoguerra, per eleggere Sindaco e Giunta Comunale.
Ed è proprio questo evento a determinare, direttamente ed indirettamente, la conclusione di un bellissimo esempio di dedizione , abnegazione, sacrificio, amore infine, come si dimostrerà molti anni dopo, da parte di Bruno Accorinti, verso l’Istituzione alla quale aveva dedicato tutte le Sue energie e capacità Professionali, davvero e senza retorica, nel corso dei migliori anni della Sua vita; amore rivolto in particolare a tutti i Cittadini Fondani, e dagli stessi, nella Loro parte migliore, ricambiato negli anni a venire, e nel Suo ricordo, fino ai nostri giorni.
In moltissimi furono a chiedersi, come fosse stato possibile arrivare alla fine di un rapporto così solido, e soprattutto temprato dagli avvenimenti drammatici accaduti durante la guerra e nel successivo periodo, altrettanto difficile del dopoguerra.
La spiegazione può essere trovata nel desiderio di rivalsa degli Amministratori, sia Comunali che Ospedalieri, eletti nelle liste del P.C.I e del Partito d’Azione, dichiaratamente convinti della necessità di eliminare moralmente, chiunque avesse rivestito una qualunque carica Istituzionale, durante il “famigerato ventennio”; ed il fatto che il Prof. Bruno Accorinti, che mai si era occupato attivamente di politica durante quel periodo, ma che comunque era colpevole per il fatto che, nella Sua qualifica di Direttore Sanitario e Primario dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” della Città di Fondi, partecipava a tutte le manifestazioni pubbliche con la Divisa di Ufficiale di Sanità con i gradi di Capitano del Regio Esercito Italiano, non faceva dormire sonni tranquilli ai solerti Amministratori di quell’epoca.
E fu così che, colui che per dodici anni, dopo averlo riavviato, aveva diretto lo sviluppo e l’affermazione dell’Ospedale di Fondi, nell’interesse esclusivo dei Suoi Cittadini, nonché di quelli di tutto il Mandamento e delle Città viciniori, essendo l’Ospedale Civile “San Giovanni di Dio”, l’unico Presidio Sanitario realmente funzionante a livello Polispecialistico, venne messo nella condizione, di lasciare la sua Direzione.
Per tre giorni interi, la Popolazione tutta, manifestò pacificamente ma risolutamente, in Piazza e nei pressi del Comune, ed in particolare nei pressi dell’Ospedale e dell’abitazione del Prof. Accorinti, che si trovava a trenta metri dall’ingresso dell’Ospedale stesso.
Ciononostante, niente venne tentato dalle Amministrazioni Comunale ed Ospedaliera, per ricomporre la rottura, malgrado la volontà sempre dichiarata a rivedere la Sua decisione, da parte di Bruno Accorinti.
Questa imprevedile ed inattesa situazione, colpì la famiglia Accorinti in modo drammatico, per l’evento in se, e per il momento in cui si verificava, a causa delle ancora enormi difficoltà materiali e morali, con le quali ogni famiglia doveva confrontarsi.
Naturalmente, dati i contatti continui che il Prof. Accorinti, teneva con gli ambienti Ospedalieri Romani, ricevette numerosi attestati di solidarietà, da parte di tutti i suoi Colleghi ma, cosa ben più importante, gli venne offerto, dalla Direzione degli Ospedali Riuniti di Roma, di ricoprire un posto di Primario di Chirurgia del 2° Padiglione del Policlinico Umberto I di Roma o, in alternativa, il posto di Primario Chirurgo dell’Ospedale Santo Spirito di Roma.
Ma il legame che ormai si era ben consolidato, tra la famiglia Accorinti e la popolazione Fondana, indirizzò gli Accorinti verso una decisione decisamente coraggiosa ed imprevedibile, a causa delle innumerevoli difficoltà alle quali andavano incontro; prima di tutto, di natura economica, ma anche organizzativa. Decisero di rimanere a Fondi e continuare ad occuparsi della salute dei Fondani, trasformando la propria abitazione, da poco acquistata in via San Tommaso d’Aquino, a cinquanta metri dall’ingresso dell’Ospedale di Fondi, in una piccola ma efficiente Casa di Cura, battezzata “San Giorgio” in memoria di un fratello di Nora Accorinti, morto nella Guerra di Spagna nel 1936, e decorato con la Medaglia d’Oro al Valore Militare, sia dall’Italia che dalla Spagna.
La Casa di Cura “San Giorgio”, dai Cittadini di Fondi e dei centri vicini, comunemente chiamata “la Clinica”, nacque con otto letti di degenza, una Camera Operatoria, una Medicheria, una Sala Raggi ed un Laboratorio Analisi.
Grazie all’affetto ed alla collaborazione di tantissimi Amici, e soprattutto grazie all’Aiuto di Dio, l’impresa si avviò e proseguì negli anni, ampliandosi fino ad avere circa quaranta letti di degenza, divisi nelle Specialità di Chirurgia, Ostetricia e Ginecologia, Traumatologia, Otorinolaringoiatria e Medicina.
Naturalmente, questo fu reso possibile, grazie alla collaborazione di molti giovani Medici, alcuni dei quali cominciarono proprio con il Prof. Accorinti, a lavorare come Assistenti nella Clinica, per poi incamminarsi verso altre Specializzazioni.
Ricordiamo i Dottori: Franco Fiorillo, Bruno Dinia, Vittorio Dinia, Vinicio Di Biasio, Silvio Liguori, Oreste Liguori, Oreste Palmieri, Giuseppe Panella, Peppino Di Russo, Franco Accorinti, Annibale Rasile; i Consulenti: Dott.Mario Costa, Prof. Giuseppe Pignalosa, Prof. Guglielmo Gualdi, Dott. Pietro Ficacci, Dott. Emilio Grossi. Le Ostetriche Assunta, Bruna e Vanda.
Ricordiamo fra i Collaboratori Parasanitari: nel 1946/47 Emilio Arduini; 1947/51 Benedetto Iacuele; 1951/1969 Carlo Rotunno, detto “il Capo”, con Elisa Ottaviani, Maria Filosa, Giuseppina Trani ed altre ancora. E poi, con varie qualifiche, Pietro Anselmo, Gemì Carroccia, Luigino Iacozza, Benedetta Salemme, Assunta e Vera Matruglio.
La Clinica San Giorgio, operò ininterrottamente fino al 1969, anno in cui, accaddero in concomitanza due cose fondamentali: la prima che, avendo il Dott. Franco Accorinti vinto il Concorso Pubblico Nazionale per il posto di Aiuto Chirurgo dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, dovette cessare la collaborazione con il Padre, Bruno Accorinti. Questi, nel frattempo, proprio in previsione di ciò, stava trattando la vendita della Clinica, ad un gruppo di Medici della zona.
Ma contemporaneamente, il Prof. Accorinti, venne a sapere che il Medico Provinciale Prof. Antonino Realmuto, minacciava la chiusura dell’Ospedale Civile di Fondi, perché non raggiungeva il numero minimo di posti letto (110) per permanere nella qualifica di Ospedale Polispecialistico, e quindi al massimo avrebbe potuto concedere la qualifica di Infermeria Mandamentale.
Ed allora, dopo essersi consultato con la Moglie Nora, i Figli Franco, Luciana e Giorgio, e con i più diretti Collaboratori, in particolare i Parasanitari allo scopo di tutelarne il posto di lavoro, come in effetti poi avvenne, propose al Commissario Prefettizio Dott. Barbato, di far acquistare dall’Amministrazione dell’Ospedale di Fondi, la Casa di Cura “San Giorgio”, con la sua dotazione ufficiale di oltre quaranta letti, e di tutta la dotazione completa, di camera operatoria con strumentario chirurgico, di radiologia, di laboratorio analisi e di fisioterapia.
La trattativa, condotta dal Commissario Prefettizio con l’Amministrazione Ospedaliera ed il Prof.Accorinti, si concluse positivamente nel giugno 1969, e solo dopo la conclusione della stessa, il Medico Provinciale, nel luglio 1969 con D.P.R. pubblicato nella G.U. nel dicembre successivo, dichiarò l’Ospedale Civile di Fondi, ENTE OSPEDALIERO.
E qui si conclude, a futura memoria per la Città di Fondi, la vera Storia del rapporto fra l’Ospedale “San Giovanni di Dio” ed il Prof. Bruno Accorinti, Pioniere della Chirurgia a Fondi, dal 1934 al 1969.
Ultimo aggiornamento
14 Aprile 2010, 07:41
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