R. Lazio – 06/03/2020 – Misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza
Data:
7 Marzo 2020
06/03/2020 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO – N. 20
Ordinanza del Presidente della Regione Lazio 6 marzo 2020, n. Z00003
Misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica indirizzate agli operatori, agli utenti, alle Aziende, agli Enti pubblici e alle strutture private accreditate del Servizio Sanitario Regionale.
Ordinanza n Z00003 del 06_03_2020-6
6 marzo 2020
Si invia l’Ordinanza del Presidente n. Z00003 del 6 marzo 2020
Cordiali saluti
Laura Alecci
Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria
Area Promozione della Salute e Prevenzione
Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7
00145 Roma
Tel. 06 51684973
mail lalecci@regione.lazio.it
…….
ORDINA
1.di coinvolgere tutte le strutture pubbliche e private accreditate facenti parte della Rete ospedaliera e territoriale regionale, imponendo loro la massima cooperazione e disponibilità e l’osservanza delle misure quivi impartitee di quelle successivamente adottate dalla Direzione regionale salute,in coordinamento con l’Unità di crisi;
2.di attuare la rete delle Terapie Intensive secondo quanto contenuto e con le modalità previste nell’Allegato 1: Piano per la gestione del “Percorso di ricovero in terapia intensiva dei pazienti critici” e dare mandato alla Direzione salute di aggiornare lo stesso, anche in ragione dell’andamento dell’epidemia e dell’individuazione della struttura dedicata di cui al punto 7.;
3.di provvedere ad attivare in urgenza, anche in deroga ai procedimenti ordinari, posti letto aggiuntivi di Terapia Intensiva, in ampliamento o per riconversione di degenze ordinarie;
4.di attuare la rete di laboratori per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 coordinata dal Laboratorio Regionale di Riferimento presso l’INMI Lazzaro Spallanzani secondo i contenuti e le modalità previste nell’Allegato 2:“Rete dei laboratori per la diagnosi di laboratorio dell’infezione da SARS-CoV-2” e dare mandato al Laboratorio di riferimento regionale di assicurare il coordinamento di tutti i laboratori regionali al fine di garantire una copertura dell’attività H24;
5.di demandare l’attuazione immediata dei piani di cui ai punti 2) e 3) alle aziende e agli enti sanitari coinvolti, con il coordinamento della Direzione Salute e secondo gli indirizzi dell’Unità di Crisi Regionale;
6.di individuare l’Istituto Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani quale struttura di riferimento regionale per la gestione COVID 19 e di accentrare, anche per l’effetto di quanto previsto dall’articolo 3 dell’ordinanza n. 640 del 27 febbraio 2020, del Capo del Dipartimento della protezione civile, presso la stessa le funzioni di sorveglianza sanitaria;
7.alla Direzione Sanitaria dell’IMNI Lazzaro Spallanzani, con l’ausilio dei Direttori Sanitari delle aziende, degli enti e delle strutture accreditate del SSR,di provvedere al graduale trasferimento dei pazienti già in carico e all’allocazione dei nuovi, per patologie diverse da COVID-19, in altre strutture pubbliche e private accreditate facenti parte della rete delle malattie infettive;
8.di individuare, per motivi di sanità pubblica, quale ulteriore struttura sanitaria esclusivamente dedicata alla gestione dei pazienti affetti da COVID-19, il presidio Columbus gestito dalla Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, in considerazione della sua collocazione strategica in ambito metropolitano e dell’idoneità di garantire l’opportuno confinamento, nonché in ragione della sua capacità di accoglienza in termini di posti letto e tenuto conto della sua capacità produttiva in termini di tecnologie e professionalità; nell’ambito dell’autonomia gestionale e operativa la stessa dovrà raccordarsi con l’INMI Spallanzani che svolge la funzione complessiva di indirizzo e coordinamento;
9.alle strutture di ricovero private accreditate, per tutto il periodo emergenziale del COVID-19,di accogliere i pazienti eventualmente trasferiti dalle strutture pubbliche o private accreditate della Rete dell’Emergenza dotate di PS/DEA, anche ridimensionando la loro attività in elezione;
10.in coerenza con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e in conformità alle attuali evidenze scientifiche,per proteggere gli operatori sanitari,di fare ricorso anche alle mascherine chirurgiche, quale idoneo dispositivo di protezione individuale, finanche alle mascherine prive del marchio CE,previa valutazione di idoneità da parte dell’Istituto Superiore di Sanità (art. 34 DL 9/2020);
11.le strutture pubbliche o private accreditate dotate di PS/DEA che hanno richiesto il ricovero di propri pazienti in strutture private accreditate sonotenute a segnalare all’Unità di crisi COVID-19 eventuali defezioni o rifiuti di ricovero che possono condurre alla sospensione biennaledell’accordo contrattuale di cui all’art. 8 quinquies D. Lgs. 502/1992e fino alla revoca dell’accreditamento istituzionale;
12.il rifiuto da parte dei pazienti di essere trasferiti dalle strutture pubbliche o private accreditate dotate di PS/DEA in altre strutture pubbliche e private accreditate facenti parte della rete ospedaliera regionale equivale a rifiuto al ricovero;
13.l’accesso al Pronto Soccorso è limitato alle sole condizioni strettamente necessarie e nel rispetto di quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020;
14.la popolazione assistita gli studi/ambulatori/poliambulatori nei casi strettamente necessari e osservando le buone pratiche di igiene respiratoria;
15.i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta e i Medici di Continuità Assistenziale garantiscono l’assistenza all’utenza privilegiando, per ragioni di sanità pubblica, la permanenza degli assistiti a domicilio, anche attraverso strumenti e tecnologie di televisita e telemonitoraggio da implementare con urgenza secondo quanto disposto dal decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020;
16.alla Direzione Salute di completare al più presto l’esclusivo utilizzo della ricetta dematerializzata;
17.di provvedere ad attivare in urgenza, anche in deroga ai procedimenti ordinari, posti letto aggiuntivi di R1, in ampliamento o riconversione, ai sensi di quanto disposto dai DCA n. U00187/17, n. U00016/18 e s.m.i. al fine di supportare le Terapie intensive;
18.di acquisire con urgenza le dotazioni tecnologiche per l’attivazione di nuovi posti letto di Terapia Intensiva, secondo quanto disposto dal decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020;
19.alle strutture territoriali pubbliche e private autorizzate eaccreditate che erogano prestazioni sanitarie e sociosanitarie, ovvero strutture socioassistenziali in regime residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare di proseguire la loro attività, nel rispetto delle misure precauzionali di contenimento del rischio, al fine di garantire ai pazienti la continuità dell’assistenza nelle condizioni di massima sicurezza e al personale di operare al minor livello di rischio possibile, nel rispetto di quanto previsto dal decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020 e dal DPCM 4 marzo 2020;
20.alla Direzione Salute, sentite le ASL competenti,di valutare eventuali misure di riduzione o sospensionedelle attività ambulatoriali erogate all’interno degli ospedali pubblici e privati accreditati della Regione;
21.di dare mandato al datore di lavoro (legale rappresentante della struttura che eroga attività sanitaria) di procedere all’immediata rivalutazione del rischio, ai sensi del D. Lgs. 81/2008, in considerazione dell’epidemia e di assicurare al personale adeguati DPI;
22.il personale sanitario venuto in contatto con paziente affetto da COVID 19, asintomatico, prosegue la propria attività professionale, previa osservanza di adeguate misure di contenimento del contagio ed è sottoposto a sorveglianza sanitaria;
23.di autorizzare le Aziende e gli enti del SSR, secondo le procedure di cui al punto 25, al reclutamento del personale necessario per la gestione dell’emergenza a livello ospedaliero e territoriale nonché per l’attivazione di nuovi posti letto di Terapia Intensiva e il potenziamento delle unità operative di Malattie Infettive, Pronto Soccorsi, Pneumologie e Radiologie,anche in deroga all’ordinario sistema di approvazione del fabbisogno assunzionale;
24.di autorizzare, secondo le modalità di cui al punto 25,il ricorso all’istituto della mobilità d’urgenza/assegnazioni temporanee del personale del SSR, già in servizio, sia a tempo determinato che indeterminato anche tra diverse aziende,allo scopo disostenere il carico assistenziale delle strutture e/o delle aree a maggiore criticità assistenziale;
25.che le misure di cui ai punti 23 e 24. relativi al personale pubblico, ivi incluse le modalità di reclutamento,anche flessibili di impiego e assegnazione possono essere adottate previa autorizzazione della Direzione regionale Salute, in coerenza con gli indirizzi programmatori definiti;
26.alla Direzione Salute di fornire le necessarie indicazioni per l’espletamento delle procedure concorsuali, per l’utilizzo della modalità di lavoro agile nonché per lo svolgimento delle attivitàformative, nel rispetto di quanto previsto dal DPCM 4 marzo 2020;
27.l’elenco dei Referenti delle Aziende e degli enti del SSRper il COVID 19, a modifica ed integrazione di quanto previsto nell’ordinanza n. Z00002/2020, è pubblicato e aggiornato sul link del sito della Regione Lazio:
Responsabili SISP/Malattie infettive ASL Regione Lazio – Aggiornato al 05/03/20
28.la sospensione delle attività dei centri anziani comunali in ottemperanza dell’art. 2, comma 1, lett. b) del DPCM 4 marzo 2020;
29.le attività delle biblioteche comunali proseguono a condizione di soddisfare il criterio della distanza di sicurezza di almeno un metro;
30.in coerenza con quanto previsto dall’art. 2, comma 1, lett. i) del DPCM 1marzo 2020, le attività dei mercati rionali o dei mercati settimanali proseguono a condizione di adottare misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori;
31.di dare mandato alla Direzione Salute di verificare e monitorare l’attuazione di quanto previsto nel presente atto, garantire il coordinamento regionale delle attività e provvedere all’emanazione degli eventuali atti necessari e conseguenti.
…
Allegato 1
Emergenza COVID-19: Percorso di ricovero in terapia intensiva dei pazienti critici
In coerenza con le indicazioni del Ministero della Salute e le Linee di Indirizzo Regionali si forniscono le prime indicazioni operative alle necessità assistenziali di Terapia Intensiva in corso di epidemia diCovid-19.
Le azioni previste nel seguente piano devono essere attivate dal momento della sua pubblicazione.
Qualora fosse necessaria la trasformazione di posti letto di degenza ordinaria in posti letto di area critica, questa può essere attuata anche in deroga agli attuali criteri di autorizzazione ed accreditamento regionali per le terapie intensive.
Obiettivi:
Centralizzare la presa in caricodei casi confermati negli ospedali, definiti di intervento,che dispongono sia delle Terapie Intensive che delle Malattie Infettiveal fine di contenere il più possibile i trasporti interospedalieri di pazienti infettivi e critici;
Costituire una rete di presidi a supportodegli “ospedali di intervento”in grado di garantire il mantenimento della operatività ordinaria delle terapie intensive;
Aumentarei posti letto di Terapia Intensivadella Regione Lazio al fine di sostenere il potenziale impatto determinato dall’eventuale incremento di casistica complessa collegata aCOVID-19.
Responsabilità e bed management
Il coordinamento dell’accesso alle terapie intensive dei pazienticriticiaffetti da COVID-19 negli ospedali di il riorientamento dei pazienti non affetti da COVID-19 presso gli ospedalidi supporto è svolto, all’interno della Task Force/Unità di Crisiregionale COVID-19 dalla Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio-Sanitaria. L’attuazione delle azioni è in capo ad ARES118 che si avvale dell’INMI Spallanzani per il bed management dei pazienticritici affetti da COVID-19/patologia infettiva e dell’AO San Camillo Forlanini per il bed management degli altri pazienti critici.
Percorso del Paziente critico
Al fine di adeguare l’assistenza all’andamentoprogressivo dell’emergenza COVID-19 sono identificate tre fasi:
I Fase: gli ospedali di intervento garantiscono l’assistenza attraverso il potenziamento dell’offerta per pazienti critici COVID-19 e una riorganizzazione interna;
II Fase: si incrementa l’offerta per pazienti critici attraverso gli ospedali di intervento ovvero attraverso l’individuazione diuna o piùstrutture dedicate;
III Fase: sono coinvolte altre strutture della rete ospedaliera che verranno individuate dalla Direzione Salute in relazione all’evoluzione epidemiologica e al ruolo rivestito all’interno della rete.
Il passaggio da una fase all’altra viene coordinato e definito dalla Direzione Salute e le azioni conseguenti devono essere prontamente attivate dalle strutture interessate.
Sono individuate due tipologie di ospedali in rapporto alla funzione nella Rete:
-Ospedali di intervento: ospedali sede di U.O. Malattie Infettive e di Terapia Intensiva in cui vengono centralizzati i casi confermati di COVID-19, che necessitano di ricovero(tra cui strutture ospedaliere esclusivamente dedicate).
-Ospedali di supporto: ospedali sede di terapia intensiva in cui vengono trasferiti ipazienti critici non affetti da COVID-19 al fine di rendere disponibili posti letto e risorse umane negli ospedali di intervento.
In relazione all’evoluzione epidemiologica e all’impatto della stessa sull’offerta del SSR potranno essere individuate strutture dedicate alla gestione COVID-19.
I fase:Azioni degli Ospedali di Intervento
1.Sviluppo di terapie intensive di coorte (con separazione fisica dei pazienti COVID-19), che devono essere resedisponibili al più presto attraverso:o immediata riallocazione interna dei pazienti secondo criteri clinicidi appropriatezza;o trasferimento dei pazienti stabilizzati negli Ospedali di supporto oadaltro setting assistenziale secondo i criteri di continuità assistenziale;
2.Riduzione dell’attività programmatasalvaguardando la chirurgia oncologica e le urgenze;
3.Potenziamento dell’assistenza ventilatoria non invasiva nelle UO di Pneumologia e Malattie Infettive;
4.Attivazione progressivadei posti letto aggiuntivi previsti nella seconda fase.
ROMA METROPOLITANA
Individuazione di 65 Posti Letto di Terapia Intensiva di coorte da rendere disponibili:
Spallanzani(28)
PUI(9)
Gemelli(11)
S. Andrea (9)
PTV(8)
ALTRE PROVINCE
Individuazione di 12 PL di Terapia Intensiva di coorte da rendere disponibili:
Rieti (3)
Latina (5)
Frosinone (2)
Viterbo (2)
Azioni degli Ospedali di Supporto:
Attività di supporto agli Ospedali di intervento:
oAccolgono il trasferimento dalle Terapie intensive degli Ospedali di Intervento secondo criteri di complessità;
oVicariano la presa in carico dei pazienti nell’ambito delle Reti tempo dipendenti;
Riduzione dell’attività programmata salvaguardando la chirurgia oncologica e le urgenze;
Attivazione di posti letto in area critica
II Fase: Azioni degli Ospedali di Intervento:
ROMA METROPOLITANA
Attivazione di 36 Posti letto di Terapia Intensiva per trasformazione di posti letto di degenza ordinaria in posti letto di area critica.
Spallanzani (6)
PUI (10)
Gemelli (10)
S. Andrea (10)
ALTRE PROVINCE
Attivazione di 16PLdi Terapia Intensiva per trasformazione di posti letto di degenza ordinaria in posti letto di area critica
Rieti (4)
Latina (4)
Frosinone (4)
Viterbo (4)
Azioni degli Ospedali di Supporto:
Attività di supporto agli Ospedali di intervento:
oAccolgono il trasferimento dalle Terapie intensive degli Ospedali di Intervento secondo criteri di complessità;
oVicariano la presa in carico dei pazienti nell’ambito delle Reti tempo dipendenti;
Riduzione dell’attività programmata salvaguardando la chirurgia oncologica e le urgenze;
Attivazione di posti letto in area critica
III Fase:Coinvolgimento progressivo di altre Strutture come Ospedale di intervento per Covid-19 in relazione all’evoluzione epidemiologica e al ruolo nella retesu indicazione della Direzione Salute.
Gli Ospedali di Supporto non convertiti in Ospedali di Intervento continueranno a svolgere il loro ruolo così come previsto nelle fasi I e II.
Pazienti pediatrici
Per quel che riguarda i pazienti pediatrici sono disponibili 48 PL di terapia intensiva pediatrica presso l’OPBG (32 PL), PUI (8 PL) e Gemelli (8 PL) che svolgono funzione di HUB pediatrico.
Trasferimenti
La centralizzazione dei pazienti Covid-19 negli ospedali di intervento viene svolta da ARES 118.Il trasferimento dei pazienti di terapia intensiva dagli ospedali di intervento verso altra terapia intensiva viene svolta da ARES 118 con il medico messo a disposizione dall’Ospedale inviante.
Tecnologie
La Direzione Salute ha previsto l’acquisto centralizzato delle forniture e tecnologiche e la successiva distribuzione.Al fine di consentire l’attivazione dei posti letto dedicati di terapia intensiva ogni Direzione Aziendale formulerà adeguata richiesta delle attrezzature necessarie da rendicontare secondo le modalità stabilite nelle Linee di Indirizzo per la predisposizione dei piani territoriali di preparazione e risposta all’emergenza COVID-19.
Risorse umane
Per affrontare l’emergenza COVID-19, si autorizza il reclutamento del personale previsto per l’attivazione di nuovi posti letto di Terapia Intensiva e il potenziamento delle Malattie Infettive, Pronto Soccorsi, Pneumologie e Radiologie.L’assegnazione e le modalità di reclutamento delle risorse, ivi comprese le forme alternative all’assunzione, saranno definite attraverso provvedimenti della Direzione Salute, in coerenza agli indirizzi programmatorisopra definiti.Potrà esserefatto ricorso all’istituto della mobilità d’urgenza/assegnazioni temporanee del personale sanitario tra ospedali di intervento e ospedali di supporto.Facilitazione trasferimento in altro setting assistenziale. Nell’ambito della collaborazione di Rete tra le strutture accreditate e il sistema pubblico per decongestionare il sistema ospedaliero per acuti si dispone che le Strutture Accreditate diano la piena disponibilità per i pazienti provenienti dalle aree critiche nel rispetto dei criteri di inclusione previsti.
Per le indicazioni di attività clinico-comportamentale di Terapia Intensiva sono disponibili:
-Ministero della Salute Circolare…
-SIAARTI http://www.siaarti.it/News/COVID19%20-%20documenti%20SIAARTI.aspx
RETE DEI LABORATORI PER LA DIAGNOSI DELL’INFEZIONE DA SARS-COV-2
(CoroNET-Lazio)
PREMESSA
Come stabilito nelle circolariministeriali 1997 e 2302 del 22 e 27 gennaio 2020, la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 prevede l’effettuazione di test specifici presso i laboratori identificati dalle Regioni, e la conferma di caso da parte del Laboratorio di riferimento nazionale per l’influenza (NIC) presso l’Istituto Superiore di Sanità.
L’elenco dei laboratori che le Regioni/Province autonome hanno identificato per effettuare la diagnosi molecolare su campioni clinici respiratori secondo protocolli specifici di Real Time PCR per SARS-CoV-2 è specificato nella circolare ministeriale n. 5443 del 22 febbraio 2020.
A partire dal 21 Gennaio, a seguito dell’identificazione dei primi casi sospetti nella regione Lazio, il Laboratorio di Riferimento Regionale per le emergenze infettivologiche, presso l’INMI Spallanzani svolge l’attività diagnostica relativa a COVID-19.
Finora nelle varie regioni italiane i test sui casi sospetti sono stati effettuati presso i laboratori identificati dalle varie regioni (uno o più di uno per regione), rappresentati per lo più da laboratori afferenti alla rete Influnet; nei casi in cui non è stato identificato almeno un laboratorio regionale, e comunque fino a che questi non sono diventati autonomi, il laboratorio di riferimento del Lazio ha fornito expertise e attività diagnostica per quasi tutte le regioni Italiane.
In previsione della diffusione dei casi, al fine di garantire la maggiore tempestività del risultato del test ai fini della conferma diagnostica,è necessario predisporre un piano delle attività di laboratorio, sfruttando le connessioni e le competenze già sviluppate nell’ambito di una rete regionale, in modo da prevedere una scaling-up delle attività a fronte di un aumento delle esigenze diagnostiche.
LA RETE (CoroNET-Lazio)
Per rispondere in maniera adeguata alle esigenze connesse con l’eventuale allargamento della diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2, è necessario estendere il numero dei laboratori incaricati di svolgere le attività diagnostiche del caso, istituendo una rete di laboratori regionali coordinata dal Laboratorio Regionale di Riferimento.
In considerazione della qualificazione specifica in campo virologico di alcuni laboratori di grandi ospedali o strutture universitarie, e acquisita preventivamente la disponibilità da parte dei responsabili di tali laboratori, vengono identificati i laboratori o le sezioni di virologia/microbiologia delle seguenti strutture, ai quali successivamente, e in relazione a mutate esigenze, potranno aggiungersi altri laboratori:
Policlinico Universitario Umberto I, Università “La Sapienza”
Policlinico Universitario A. Gemelli
Policlinico Universitario di TorVergata
Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Andrea
Policlinico Universitario Campus Bio-Medico
Ospedale S. Maria Goretti di Latina
I Laboratori della rete della regione Lazio (CoroNET Lazio) dovranno:
1.Essere adeguatamente formati sulle procedure di laboratorio per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2
2.Implementare e, ove già in uso, adeguare test agli standard indicati dal Laboratori di Riferimento Regionale secondo le indicazioni del NIC
3.Elaborare le procedure operative standard (SOP) per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2
4.Partecipare ai proficiency test nell’ambito della diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 che saranno allestiti ed inviati dal Laboratorio Regionale di Riferimento o dal NIC ove previsto
5.Comunicare i risultati degli esami eseguiti, inviando alle strutture richiedenti i referti formali
6.In caso di positività, allertare immediatamente il Laboratorio di Riferimento Regionale
7.Organizzare e curare l’invio dei campioni originali al Laboratorio di Riferimento Regionale, secondo modalità opportunamente concordate
8.Comunicare, al Laboratorio di Riferimento Regionale i risultati dei test eseguiti, secondo modalità stabilite da quest’ultimoe con cadenza periodica da stabilire inbase all’andamento epidemico
Compiti del Laboratorio di Riferimento Regionale
1.Supportare i laboratori della rete CoroNET-Lazio offrendo addestramento, consulenza e materiali di controllo
2.Predisporre i proficiency test per i laboratori della rete ove non predisposti a livello nazionale, ed inviarli a tutti i laboratori della rete CoroNET-Lazio
3.Comunicare, sulla base della valutazione strutturale ed operativa e del risultato ottenuto ai Proficiency test, lo status diLaboratorio sub-regionale appartenente alla rete CoroNET-Lazio
4.Agire da interfaccia con il NIC, ai fini della conferma di laboratorio e l’eventuale invio dei campioni, ove previsto.
Ultimo aggiornamento
11 Marzo 2020, 00:05
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