L’atto aziendale della discordia, Fazzone: scateneremo l’inferno

Data:
20 Novembre 2014

www.corrieredilatina.it Una programmazione sanitaria sbilanciata a favore del capoluogo a discapito degli altri territori stilata senza concertazione e confronto. E’ il nodo delle principali accuse che arrivano dagli esponenti pontini del centrodestra regionale all’atto aziendale della Asl presentato venerdì scorso in conferenza dei sindaci.

CLIMA TESO, CAPOROSSI REPLICA ALLE CRITICHE. Non è sicuramente iniziato nel clima migliore il confronto sulla riorganizzazione sanitaria del territorio ma a suon di accese polemiche e minacce di querele. I toni sono accesi e rinfocolati anche dalla reazione del manager della Asl Michele Caporossi che non aveva gradito alcune dichiarazioni del consigliere regionale Giuseppe Simeone. “Il consigliere regionale Giuseppe Simeone ha rilasciato una gravissima dichiarazione –ha detto Caporossi – per la quale mi riservo ogni eventuale azione a tutela dell’immagine dell’Azienda e mia personale –  riportata virgolettata dagli organi di stampa, secondo la quale il sottoscritto avrebbe deciso di cancellare la Rete Pontina per l’Infarto. Tale affermazione è priva di qualsiasi fondamento ed improntata unicamente al tentativo di screditare il lavoro e l’immagine del sottoscritto e della Direzione Aziendale”. Una replica che non chiude la questione: oggi in consiglio regionale è stata approvata una risoluzione nella quale si impegna il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, “a censurare il comportamento del Direttore generale della Asl di Latina, Michele Caporossi, che con le dichiarazioni irrispettose del ruolo di Consigliere regionale ha contestato il legittimo diritto di critica all’atto aziendale della Asl pontina”.

FAZZONE: TANTE PAROLE E SIGLE SENZA CONTENUTO. Ma le critiche, tante e dettagliate, non si fermano, a cominciare dal senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Claudio Fazzone:  “L’atto aziendale a firma del direttore generale Caporossi – scrive Fazzone – è l’esatto contrario di quanto la sanità nella provincia di Latina richiede. Ci sono tante parole, molte pagine, una miriade di sigle. Ma manca il contenuto. Lo stesso che quando parliamo di sanità si traduce in una assistenza capillare, distribuita su tutto il territorio in modo omogeneo, in servizi che aumentano in qualità e quantità. E di tutto questo non c’è traccia: Troviamo l’aumento dei posti letto, peccato che siano concentrati solo sul Santa Maria Goretti di Latina a discapito degli altri presidi ospedalieri. Troviamo strutture inadeguate e, come sottolinea lo stesso Caporossi, che richiederanno tempo e risorse per essere all’altezza di un Dea di II e di I livello. Troviamo tecnologie obsolete e lo smembramento, incomprensibile di alcuni reparti e servizi. E’ il caso di cardiologia che viene divisa dall’emodinamica andando a penalizzare la rete pontina per l’infarto che è un fiore all’occhiello della sanità non solo nella provincia di Latina ma nel Lazio e nel resto d’Italia.

DEPENALIZZATI GLI OSPEDALI DI FORMIA FONDI E TERRACINA. Gli ospedali di Formia, Fondi e Terracina grazie a questo atto vengono privati di autonomia. Alcune Uoc del Presidio Sud come Cardiologia e Anestesia e Rianimazione, sono soppresse. Oncologia a Terracina è stata cancellata con un colpo di spugna. Per il San Giovanni di Dio di Fondi i reparti di neonatologia, pediatria ed ostetricia sono solo nomi sulla carta visto che sono servizi per i quali non è stata fornita alcuna garanzia nelle strutture di supporto come la chirurgia d’urgenza, per non parlare del pronto soccorso che è stato depotenziato. Caporossi è bravo a parlare di efficienza solo per negarla con questo documento. Credo che il direttore generale della Asl piuttosto che piccarsi di fronte a critiche oggettive e legittime avrebbe fatto meglio a mettere a punto l’atto aziendale confrontandosi, accogliendo le istanze dei cittadini, tutelando le eccellenze e non cancellandole, dando ai sindaci più di 72 ore per analizzare un atto che era e resta scellerato. Criticare non è lesa maestà ma è sacrosanto diritto. Su questo saremo intransigenti. O si scambia o scateneremo l’inferno”.

IMPEGNO PER SUPERARE IL BLOCCO DEL TURN OVER. Torna sull’atto aziendale anche Simeone: “L’atto aziendale della Asl di Latina non è un documento che può essere redatto nelle segrete stanze del direttore generale senza alcuna condivisione, senza alcun confronto, senza recepire le istanze del territorio su cui andrà ad incidere. Per questa ragione oggi il consiglio regionale, nel corso della discussione sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, ha approvato la nostra risoluzione nella quale si impegna il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, “a prevedere che gli atti aziendali, prima della loro attuazione, siano illustrati presso la commissione consiliare competente in materia di politiche sociali e salute”. Nella stessa risoluzione inoltre è stato inserito, tra gli altri, l’impegno nei confronti del presidente Zingaretti ad aprire seriamente un tavolo di lavoro con il Ministero affinché possa essere adottato ogni atto utile volto al superamento del blocco del turn over del sistema sanitario regionale, con conseguente avvio di un processo di stabilizzazione del personale precario. Perché parlare di aumento di posti letto senza adeguare la pianta organica di medici, tecnici ed infermieri che oggi a stento e con grandi sacrifici riescono a dare la giusta assistenza ai pazienti, è semplicemente impensabile”.

L’IMPORTANZA DELLE CASE DELLA SALUTE. Sul documento si registra anche la posizione del consigliere regionale del Partito democratico Enrico Forte che è intervenuto sul dibattito in Consiglio sul Piano di riordino della rete ospedaliera del Lazio illustrando come si stia procedendo a ridisegnare un diverso modello di sanità attraverso un diverso approccio al sistema di assistenza socio-sanitaria sul territorio regionale. «Il Piano presentato dal presidente Zingaretti – ha sottolineato in aula – rappresenta una svolta rispetto al passato perché fissa le linee di intervento socio-sanitario e le linee guida sull’istituzione delle Case della Salute. In particolare rispetto a queste ultime voglio rivendicare la bontà dell’introduzione di questa struttura sul territorio della provincia di Latina: quella di Sezze ha già registrato tremila accessi di pazienti diabetici, tutti casi che fino a poco tempo fa sarebbero andati a intasare gli ospedali. Uno dei nodi da sciogliere – ha continuato il consigliere regionale pontino – riguarda proprio l’eccessivo intasamento dei pronto soccorso che deve essere e sarà risolto grazie al patto con i medici di medicina generale per l’estensione dell’apertura degli studi e con le Case della Salute: si tratta di un processo di razionalizzazione delle strutture esistenti che non ha più come unico punto di riferimento l’ospedale. Abbiamo inoltre messo fine, finalmente, allo scandalo delle macroaree pensate dalla Polverini, funzionali soltanto a giustificare il taglio di risorse e di posti letto che abbiamo subito con il famigerato decreto 80: Latina era finita nella macro area San Camillo-Forlanini con gli evidenti danni che questa decisione ha provocato. Oggi invece viene restituita dignità alle strutture sanitarie perché deve essere il diritto alla salute dei cittadini ad orientare le nostre azioni in materia di sanità.

CONFRONTO SULL’UNIVERSITA’. “Va costruito inoltre un nuovo rapporto tra università e Regione a Latina  – prosegue e conclude Forte – va istituito un tavolo di confronto aperto a tutti i soggetti interessati per rimodulare il ruolo dell’ateneo nel sistema sanitario. Chiedo inoltre che nella distribuzione delle risorse si tenga conto della circostanza che la provincia di Latina ha una quota di posti letto del 2,2% la più bassa del Lazio: abbiamo salvato quattro ospedali pontini, fatto che non era scontato, avviato il piano di abbattimento delle liste di attesa e messo a disposizione i fondi per l’acquisto dell’acceleratore lineare e del nuovo reparto di psichiatria, fatti concreti che dimostrano come questa amministrazione abbia davvero avviato un processo di radicale cambiamento nella gestione della sanità».

Ultimo aggiornamento

20 Novembre 2014, 07:35

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