La spesa farmaceutica corre come non mai. Cure sostenute tramite assicurazioni: +8,4%

Data:
22 Gennaio 2026

La spesa farmaceutica corre come non mai. Cure sostenute tramite assicurazioni: +8,4%

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Il Fatto Quotidiano 

La spesa farmaceutica pubblica diretta, quella di ospedali e Asl che non passa per le
farmacie,cresce da dieci anni, dai 9,148 miliardi di euro del 2015 è arrivata ai 16,081
del2024. Ma non aveva mai fatto un balzo del 10,6% come nel 2024, l’ultimo anno
preso in considerazione della Relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi
sanitari regionali, resa nota ieri dalla Corte dei conti. E siccome dal monitoraggio
dell’Aifa sappiamo già che nel primo semestre 2025 è cresciuta ancora del 6%, anche
perl’anno scorso il pur modesto incremento del Fondo sanitario nazionale (Fsn) sarà
in buona parte assorbito dai farmaci. Infatti l’ultima legge di Bilancio ha ritoccato
ancora al rialzo le soglie del payback (per il 2024 era il 15,3% del Fsn), il
meccanismo che impone alle aziende produttrici di restituire parte dei ricavi che
eccedono i tetti previsti. All’Aifa studiano un sistema per imporre sconti quando gli
ordinativi superano quelli preventivati, ma non è detto che i produttori acconsentano.
Resta sotto controllo, almeno per il 2024,la spesa farmaceutica convenzionata
(circa8,3 miliardi di euro,sostanzialmente stabile dal 2015), relativa cioè ai medicinali
pagati dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) ma distribuiti nelle farmacie, sulla quale
però il governo e l’Aifa hanno iniziato a trasferire alcuni prodotti, cominciando dagli
antidiabetici compresi quelli prescritti anche per dimagrire. La Corte dei conti rileva
anche l’aumento della spesa farmaceutica privata: cresce nell’ordine del 9% annuo dal
2018 ed è arrivata a 9,169 miliardi nel 2023, ultimo dato disponibile. Intesta alla
classifica degli sforamenti dei tetti alla spesa farmaceutica ci sono la Lombardia e
quasi tutte le Regioni centromeridionali,queste ultime restano indietro anche nella
crescente diffusione dei farmaci generici. Nel complesso la Relazione ci restituisce un
Ssn segnato dalle note “disomogeneità territoriali e criticità gestionali,seppur avviato
verso una fase di consolidamento”, si legge nel generoso comunicato che lo
accompagna. “Emerge l’au mentoda131,3 a138,3 miliardi della spesa sanitaria
pubblica riferita al triennio 2022-2024, con una crescita del 4,9%rispetto al 2023
(5,4% sul 2022) e il mantenimento di un’incidenza stabile sul Pil (6,3-6,4%,a fronte
di una media europea pari al 6,9%). L’aumento -si legge ancora nella nota – è trainato
dalle voci di spesa relative a personale (+5,6%) e consumi intermedi (+7,5%), ma
ridotto a un incremento reale di poco superiore all’1% a causa dell’inflazione”.
Nel2024 è diminuita un po’ la spesa sanitaria privata out of pocket ,sostenuta dalle
famiglie: da 42,4miliardi nel 2023 a 41,3.Aumenta però quella intermediata da
mutue, fondi e assicurazioni,che per le destre (e non solo) è il futuro della sanità:
vale6,36 miliardi nel 2024,con un incremento dell’8,4%rispetto al2023.Ovviamente,
la Corte ricorda la necessità, peri cittadini, di sopperire a tempi di attesa non
sostenibili e alle carenze nell’offerta pubblica”. La Relazione sottolinea anche
l’aumento della mobilità interregionale, delle Regioni in piano di rientro
(Lazio,Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna) peggiora l’Abruzzo.

Ultimo aggiornamento

22 Gennaio 2026, 16:31

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